Maxi sanzione Antitrust a Ryanair: 255,7 milioni di euro per abuso di posizione dominante.

Il Garante della concorrenza ha sanzionato la compagnia low cost per aver messo in atto, secondo l’Autorità, una strategia articolata volta a rendere difficile, sia sul piano economico che tecnico, la vendita dei voli Ryanair da parte delle agenzie di viaggio, online e fisiche, soprattutto quando combinati con voli di altri vettori o con servizi turistici e assicurativi.

Il punto centrale è la posizione dominante di Ryanair nel mercato dei voli da/per l’Italia, con una quota tra il 38% e il 40% dei passeggeri trasportati. Una forza di mercato che, sempre secondo l’Antitrust, le ha consentito di agire in modo largamente indipendente da concorrenti e consumatori.

L’istruttoria ricostruisce una sequenza di interventi progressivi:

  • introduzione di procedure di riconoscimento facciale per i biglietti acquistati tramite agenzia
  • blocchi totali o intermittenti delle prenotazioni effettuate dalle Ota
  • cancellazione di account e limitazioni sui pagamenti
  • imposizione di accordi di partnership con condizioni restrittive, accompagnate da una comunicazione molto aggressiva verso chi non aderiva

Solo nel 2025, con l’apertura alle Api e alle soluzioni whitelabel, sarebbero state ripristinate condizioni più equilibrate di accesso al mercato.

Secondo l’Autorità, queste condotte hanno ridotto la capacità delle agenzie di competere, limitando la possibilità di creare offerte combinate e incidendo anche sull’acquisizione di traffico online. Un danno che va oltre il singolo operatore e tocca l’intero ecosistema dei servizi turistici.

Ryanair ha annunciato ricorso.

Un caso interessante perché riporta al centro un tema chiave del digitale e dei mercati piattaforma: quanto sia sottile il confine tra efficienza industriale e abuso di potere di mercato, soprattutto quando l’accesso a un servizio diventa essenziale per molti altri operatori.

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