
Sempre più piattaforme fintech stanno sperimentando pacchetti di servizi finanziari in abbonamento, con livelli (tier) diversi che includono conti, pagamenti, investimenti, prestiti e programmi di reward dentro un unico ecosistema digitale.
L’economia degli abbonamenti ha già cambiato da tempo il modo in cui paghiamo intrattenimento, software e persino la spesa. Pensiamo a piattaforme come Netflix, Amazon o Walmart: paghi una quota mensile e accedi a un ecosistema di servizi. Ora immaginata la stessa logica (e lo stesso fine..) nel mondo finanziario.
Ad esempio:
- Revolut offre diversi livelli di abbonamento che sbloccano servizi aggiuntivi, dal banking internazionale a strumenti finanziari avanzati
- SoFi integra prestiti, conti deposito e investimenti nello stesso ecosistema e punta molto sul cross-selling tra prodotti
- Robinhood sta evolvendo verso una sorta di “super app finanziaria”, aggiungendo servizi per famiglie, conti per figli e carte premium
Più che una vera e propria strategia di abbonamento (sappiamo che ci sono mille business che vivono di subscription) qui si parla i “bundle“: pacchetti integrati di prodotti con reward crescenti per chi concentra più servizi nello stesso istituto.
La logica (il fine) è semplice: se conto, pagamenti, credito e investimenti sono tutti nello stesso posto, cambiare piattaforma diventa meno attraente.
Non più competizione solo sul singolo prodotto (conto, carta, prestito), ma sulla capacità di costruire un ecosistema finanziario completo… accessibile con una quota mensile. Ma quanti clienti saranno disposti a pagare un abbonamento per la loro banca, come fanno già per film, musica e consegne? A spanne direi che se i vantaggi non sono evidenti e tangibili, cippirimerlo che pagheremo un altro abbonamento. Eppure le strade del business sono infinite e sorprendenti.
Fonte: PYMNTS