OpenAI vuole tagliare i prezzi delle API per colpire Anthropic proprio mentre entrambe corrono verso l’IPO.

Scenario: Anthropic deposita la documentazione per la quotazione il 1° giugno. OpenAI segue pochi giorni dopo. E nel mezzo, secondo il Wall Street Journal, Altman starebbe valutando tagli significativi ai prezzi dei token, quelli delle API, il mercato enterprise che conta davvero per i ricavi.

Non si parla di taglio di prezzi al consumo, degli abbonamenti di noi comuni mortali. ChatGPT ti costerà sempre uguale e magari di più. Il bersaglio ora è Claude Code.Anthropic ha costruito una posizione molto forte tra sviluppatori, startup e grandi aziende che usano l’AI per scrivere codice, automatizzare processi e costruire agenti. Quello è il terreno che OpenAI vuole recuperare.

Il problema è che una guerra sui prezzi potrebbe essere autolesionista per entrambe. GPU, energia, infrastruttura: i costi operativi sono già enormi.

Fa sorridere poi la disputa contabile: OpenAI sostiene che Anthropic gonfia i ricavi registrando i pagamenti lordi prima di girare la quota ai partner cloud (Amazon, Google), mentre OpenAI già detrae i costi Microsoft. Tecnicismi, forse. Ma sono proprio queste discussioni che emergono quando gli investitori smettono di premiare solo la crescita e iniziano a chiedere margini.

Due aziende con valutazioni da trilioni di dollari, fondi bruciati a ritmo industriale, e un modello economico ancora in cerca di equilibrio. L’IPO, anzi, le IPO, diranno quanto il mercato ci crede davvero.