PayPal vuole diventare una banca (e ha appena fatto domanda).

Ha annunciato ieri di aver presentato richiesta ufficiale alla FDIC e al Dipartimento delle Istituzioni Finanziarie dello Utah per creare PayPal Bank, una banca industriale con licenza statale.

In realtà Paypal “fa da banca” da oltre 10 anni, offrendo prestiti e capitale circolante per oltre 30 miliardi di dollari a più di 420.000 piccole e medie imprese nel mondo, aiutandole a crescere o investire.
Ma per erogarli si è dovuta appoggiare ad altre banche partner.

Avere una banca propria permetterebbe a PayPal di:

  • offrire prestiti direttamente alle imprese con processi più snelli,
  • lanciare nuovi prodotti come conti di risparmio con interessi
  • tagliare intermediari e ridurre i costi operativi

Se il via libera dovesse arrivare, i depositi dei clienti sarebbero protetti dall’assicurazione federale FDIC, come succede con le banche tradizionali, il che significa più sicurezza per chi lascia soldi nei conti PayPal Bank.In più, PayPal punta a ottenere l’accesso diretto ai circuiti delle carte di credito, rafforzando ulteriormente la propria infrastruttura.

Ma c’è un elefante nella stanza

PayPal si basa da sempre su una rete capillare di partner bancari: JPMorgan Chase per le operazioni USA, Deutsche Bank e HSBC per l’Europa e le transazioni cross-border, Wells Fargo per gli ACH, Citibank per le operazioni internazionali. Senza dimenticare Synchrony Bank per il credito, WebBank per il capitale circolante e Metropolitan Commercial Bank per le carte di debito.

Diventare una banca significa diventare competitor di chi finora è stato un alleato strategico. Ci potrebbe essere il rischio di raffreddare relazioni consolidate nel tempo creando tensioni su accordi commerciali esistenti.

Evidentemente, PayPal ritiene che i benefici superino i rischi. La strategia sembra essere: mantenere le partnership esistenti per l’infrastruttura core (circuiti di pagamento, transazioni globali, data center) mentre si compete direttamente solo su prodotti specifici come prestiti e conti deposito.

È un equilibrio delicato. Probabilmente la chiave sarà segmentare chiaramente i mercati: PayPal Bank per le PMI americane, partnership bancarie tradizionali per tutto il resto.

Un trend più ampio nel fintech

PayPal non è l’unica fintech a cercare di ottenere una licenza bancaria negli USA. Anche società nel mondo delle criptovalute o altre piattaforme di pagamento stanno esplorando strade simili per espandere i propri servizi finanziari.

Al momento è una mossa più b2b

  • Le piccole imprese potrebbero accedere a prestiti più rapidi e convenienti
  • Aumenterebbe la concorrenza per le banche tradizionali su prodotti come conti di risparmio e credito alle imprese
  • Conferma la direzione del fintech: da intermediario tecnologico a vero operatore bancario