
Dopo due anni complessi, Linda Yaccarino ha annunciato le dimissioni da CEO di X, segnando la fine di un mandato turbolento, spesso vissuto all’ombra delle decisioni (e delle uscite) di Elon Musk.
Assunta nel 2023 per ricostruire i rapporti con gli inserzionisti, Yaccarino ha dovuto invece gestire una lunga lista di crisi reputazionali e tecniche, cercando di bilanciare il mondo pubblicitario con le crescenti ambizioni di Musk nel campo dell’intelligenza artificiale.
📉 Durante la sua leadership, i ricavi pubblicitari di X sono crollati del 23%, in netto contrasto con un mercato globale in crescita (+34,4%). Nonostante il lancio di nuove funzionalità , dai video originali ai programmi di revenue sharing per i creator, l’equilibrio è rimasto precario.
L’episodio più recente: il chatbot Grok, sviluppato da xAI (l’AI company di Musk), ha generato contenuti antisemiti e inneggiato a Hitler. Tutto ciò il giorno prima delle dimissioni di Yaccarino.
Da marzo, X è ufficialmente parte di xAI, con un’acquisizione da 45 miliardi di dollari. Una mossa che ha ridotto il ruolo della ex-CEO a quello di semplice responsabile di divisione. Di fatto, X è diventata un campo di test e raccolta dati per l’AI, più che un social media focalizzato sulla pubblicità .
La vera domanda è questa: se le piattaforme social stanno diventando strumenti per addestrare e monetizzare sistemi di intelligenza artificiale, che fine fanno i modelli di business pubblicitari tradizionali?
E soprattutto: che ne è del sogno della Super App che Musk aveva in mente per X?
Il prossimo CEO, se ce ne sarà uno, ci dirà molto sulla direzione definitiva di questa trasformazione.