L’acquisizione da 10 miliardi di sterline è saltata in meno di una settimana. Probabilmente Revolut gongola perchè si è tolta di mezzo (almeno per ora) un rivale sul campo.
Riavvolgiamo il nastro: Nubank, la banca digitale brasiliana con oltre 130 milioni di clienti, era in trattativa per comprare Monzo, la banca digitale inglese con circa 14 milioni di clienti. Quando la notizia è trapelata il titolo Nubank però ha perso fino al 10% in una sola giornata, il calo più forte da febbraio 2025, e due giorni dopo l’azienda ha comunicato di non perseguire più alcuna transazione. Gosh.
E, ma perchè, che cosa è successo?
Queste le probabili cause segnalate da più di un analista:
- il prezzo valeva sette volte il patrimonio tangibile di Monzo
- ogni cliente Monzo porta circa 9 dollari al mese, la metà di quanto Nubank guadagna da un cliente brasiliano, dove i prestiti rendono molto di più
- integrare una banca straniera mentre si lancia il business negli Stati Uniti e si cresce in Messico richiede energie che anche un gigante come NuBank deve scegliere con cura
Per Nubank la strada resta quella seguita finora, cioè arrivare in un paese da soli, con un partner locale e la licenza bancaria in un secondo momento. Negli Stati Uniti sta facendo così con Lead Bank, mentre per il resto del mondo punta su Nu Global, un conto in stablecoin (dollari digitali) già attivo in 35 paesi senza licenza bancaria. In Europa però ha soltanto un centro tecnologico a Berlino, e una nuova regola brasiliana in vigore da questo mese limita l’uso delle stablecoin nei pagamenti internazionali delle società di cambio regolamentate. Se le autorità mettessero in discussione la struttura di Nu Global, in Europa non avrebbe proprio un piano B.
Monzo era la parte che spingeva per vendere e ora si ritrova con un prezzo di riferimento che difficilmente rivedrà. L’opzione preferita è cedere fino al 15% a fondi di private equity, con CVC e Advent in contatti preliminari, ma chi compra senza le ragioni strategiche di Nubank guarda il prezzo con più attenzione, quindi i soci attuali potrebbero dover mettere altro capitale invece di incassare. Ha perso anche il presidente Gary Hoffman, che lascerà in anticipo. Se quella quota verrà valutata vicino ai 6 miliardi dell’IPO discussa a maggio 2025 sarà un buon risultato, mentre un prezzo vicino ai 4,5 miliardi del 2024 dirà che i 10 miliardi erano solo la richiesta iniziale.
Come detto all’inizio, nel breve periodo, sorride Revolut, con 80 milioni di clienti e 115 miliardi di dollari di valutazione, che non vede arrivare in Europa un nuovo rivale con le tasche piene. Nubank ha però dichiarato di valutare con regolarità acquisizioni e partnership, quindi la partita può riaprirsi.