
É davvero pazzesco quello che sta succedendo nel mondo finanziario. Il buon vecchio colosso delle rimesse internazionali, 174 anni di storia alle spalle, ha annunciato il lancio del “U.S. Dollar Payment Token” (USDPT) sulla blockchain di Solana, previsto per la prima metà del 2026.
Il progetto nasce in collaborazione con Anchorage Digital Bank, la prima banca cripto con licenza federale negli Stati Uniti, e punta a creare una Digital Asset Network che connetta wallet cripto e oltre 500.000 punti fisici Western Union nel mondo. Un’altra stablecoin.
Western Union gestisce ogni anno circa 115 miliardi di dollari in rimesse ma subisce una crescente pressione da parte di fintech e operatori cripto. Dopo l’approvazione del GENIUS Act (luglio 2025), che ha dato chiarezza regolamentare al mondo delle stablecoin, l’azienda ha scelto di emettere un proprio token invece di supportare soluzioni di terzi, così da mantenere il controllo economico e contrastare l’erosione dei margini nel suo modello tradizionale.
E il contesto competitivo spiega l’urgenza:
MoneyGram ha integrato le stablecoin nel 2024, Zepz ha lanciato Sendwave Wallet nell’ottobre 2025, e persino Wise sta lavorando a una propria infrastruttura. Le stablecoin consentono riduzioni di costo del 75-80% e regolamenti quasi istantanei, mentre i trasferimenti tradizionali richiedono ancora giorni.
Non a caso, nel 2025 il titolo Western Union ha perso circa il 10%, riflettendo i dubbi degli investitori sulla sostenibilità del modello attuale.
La trasformazione del mercato delle rimesse nei prossimi 18-36 mesi sarà rapida e profonda. Western Union riconosce finalmente che le stablecoin non sono un esperimento ai margini, ma una nuova infrastruttura di pagamento destinata a diventare mainstream.
Mo’ sta tutto nell’execution. Riuscirà a far girare come un orologio le stablecoin tra i suoi 500.000 punti vendita?
Se sì, potrà diventare un ponte tra finanza tradizionale e blockchain; in caso contrario, potrebbe schiantarsi duramente. Una bella scommessa.