
l gruppo Volkswagen prepara una profonda riorganizzazione: entro il 2030 potrebbero essere tagliati 50.000 posti di lavoro in Germania, circa un quinto della forza lavoro nel Paese.
Nella lettera annuale agli azionisti, il CEO Oliver Blume è stato diretto:
negli ultimi tre anni il contesto industriale è cambiato radicalmente.
Secondo il manager, la strategia che ha funzionato per decenni non regge più davanti a:
- cambiamenti nelle politiche commerciali
- concorrenza globale sempre più aggressiva
- costi regolatori elevati
- una struttura dei costi molto pesante, soprattutto in Europa.
Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi per 321,9 miliardi di euro, ma l’utile operativo è sceso a 8,9 miliardi, più che dimezzato.
L’obiettivo è ambizioso visto il contesto non proprio favorevole: portare il ritorno sulle vendite tra l’8% e il 10% entro il 2030, circa il doppio rispetto al 2025. Per farlo, Volkswagen punta a 6 miliardi di euro di risparmi all’anno.
Quello che si risparmia però… si investe in due mercati decisivi.
Cina
Rimane il primo mercato del gruppo, ma la concorrenza locale è sempre più forte. Le vendite sono scese dell’8% a 2,7 milioni di veicoli e i profitti operativi si sono dimezzati. Per reagire, Volkswagen ha avviato il piano “In China for China”: 30 nuovi modelli entro il 2027 e produzione completamente locale per le auto elettriche, con costi molto più bassi grazie alla filiera cinese.
Stati Uniti
Qui pesa anche la politica commerciale: i dazi sulle auto straniere introdotti durante la presidenza di Donald Trump sono costati 2,9 miliardi nel solo 2025. Per questo il gruppo sta valutando di spostare parte della produzione in Nord America, soprattutto per il marchio Audi.
Paradossalmente, proprio l’Europa, dove si concentreranno gran parte dei tagli, nel 2025 ha dato risultati solidi:
- 25% di quota di mercato complessiva
- 27% nelle auto elettriche, per la prima volta sopra benzina e diesel.
La direzione però è quella: meno costi nel Vecchio Continente per finanziare la corsa tecnologica globale.
Come ha scritto Blume agli azionisti:
“Raggiungeremo nuovi traguardi nelle batterie, nel software e nella guida autonoma per diventare protagonisti della tecnologia automobilistica mondiale“. Sperem.