
Si continua senza sosta e, in un momento di fermento continuo, Visa ha annunciato Visa Agentic Ready, un programma che permette alle banche di testare i pagamenti effettuati da agenti AI per conto dei consumatori, senza che l’utente debba approvare ogni singola transazione.
Il programma parte dall’Europa e già nella prima fase conta 21 partner, tra cui nomi del calibro di Barclays, HSBC UK, Banco Santander, Revolut, Commerzbank, Nexi Group e Raiffeisen Bank International.
Il programma ha già prodotto una transazione reale:
Banco Santander ha utilizzato una carta Visa emessa in Spagna per permettere a un agente AI di acquistare un libro. Tutto completato end-to-end: autorizzazione, pagamento tokenizzato e settlement. Nessun intervento umano.
Come funziona tecnicamente? Visa usa due strumenti già esistenti: la tokenizzazione (che sostituisce il numero di carta con un codice univoco) e l’autenticazione biometrica, più un sistema di scoring del rischio e limiti di spesa pre-configurabili dall’utente.
E, ripetendolo alla nausea, nell’era degli agenti AI, chi controlla la credenziale di pagamento controlla il business. Non più la vetrina del merchant, ma il token. Chi autentica l’agente e liquida il pagamento cattura valore indipendentemente da dove avviene la scoperta del prodotto.
Chi costruisce l’infrastruttura antifrode per le macchine, non contro le macchine, si prende una posizione dominante. E secondo McKinsey & Company, l’agentic commerce può arrivare a 3-5 trilioni di dollari entro il 2030. Ed io lo vedo bene nel b2b più che nel b2c. Altro che comprare un libro, il piacere dell’acquisto e della scoperta quelli li preserverei ma nel b2b ci sono grandi spazi per ottimizzare soluzioni come queste.