Continuo a dirlo e a battere il chiodo: Stablecoin is a thing. Se ne dovrebbe parlare molto di più. La Banca d’Inghilterra ha annunciato una svolta significativa nella sua strategia sui digital asset: ora è ufficialmente aperta all’uso degli stablecoin nei mercati finanziari wholesale.

Per inciso i mercati finanziari wholesale (in italiano: mercati all’ingrosso) sono mercati in cui grandi operatori istituzionali come banche, assicurazioni, fondi di investimento, banche centrali, effettuano transazioni di elevato valore tra di loro.

Una posizione impensabile fino a pochi mesi fa, quando lo stesso istituto metteva in guardia contro i “rischi per la stabilità finanziaria” derivanti dall’uso di queste tecnologie.

Che cosa è cambiato?
Durante il City Week 2025 a Londra, Sasha Mills (Executive Director) ha spiegato che, pur restando la moneta della banca centrale il principale strumento di regolamento, la Bank of England è ora aperta a valutare l’uso degli stablecoin come possibile soluzione innovativa per le operazioni nei mercati finanziari all’ingrosso.

In origine, il framework proposto era troppo rigido: richiedeva che gli emittenti di stablecoin detenessero tutte le riserve in depositi non remunerati presso la banca centrale. Risultato? Modello insostenibile.
Oggi, invece, si apre alla possibilità di utilizzare una quota di High Quality Liquid Assets, come i titoli di Stato, una mossa che rende più solido e credibile l’intero ecosistema.

Arrivano anche nuovi limiti di detenzione transitori:

  • Privati: £10.000–£20.000
  • Imprese: fino a £10 milioni
    Obiettivo: evitare corse agli stablecoin che potrebbero svuotare i depositi bancari tradizionali, compromettendo il credito.

DLT Innovation Challenge
In parallelo, la Banca Centrale ha lanciato una sfida tecnologica per testare l’uso della blockchain nei regolamenti in moneta della banca centrale. Le aziende avranno modo di dimostrare come integrare le DLT in modo sicuro ed efficiente.

Visione d’insieme?
Una convivenza tra sistemi tradizionali e nuovi modelli digitali. In alcuni casi, potrebbe persino essere più efficiente ricostruire da zero piuttosto che aggiornare l’infrastruttura esistente.

La Bank of England si posiziona come regolatore lungimirante in un panorama globale in rapida evoluzione, aperta al dialogo con l’industria e determinata a non restare indietro rispetto a realtà come Hong Kong o gli USA. Questa non è solo una riforma tecnica. È il riconoscimento che i digital asset faranno parte integrante del futuro finanziario. Il Regno Unito vuole guidare questa transizione, senza compromettere stabilità e fiducia.