Un annuncio su LinkedIn di Maria de Lourdes Zollo, co‑fondatrice di Bee, ha acceso i riflettori su una nuova acquisizione strategica: Amazon sta per incorporare la giovane startup con sede a San Francisco nel suo ecosistema. Sebbene l’accordo non sia ancora ufficialmente concluso e i termini rimangano riservati, fonti ufficiali confermano l’intenzione di assumere tutti i collaboratori di Bee.

Bee ha sviluppato Bee Pioneer, un braccialetto “AI-powered” da circa 50 dollari (51 USD negli Stati Uniti), abbinato a un abbonamento mensile da circa 19 USD. Apparentemente simile a un Fitbit, il dispositivo offre qualcosa di radicalmente diverso: resta in ascolto costante, a meno che l’utente non attivi la funzione di silenziamento manuale, trascrive le conversazioni ambientali e genera riepiloghi intelligenti, promemoria e liste basate sulle informazioni raccolte.

Integrando email, calendario, contatti, foto e dati di posizione (con il consenso degli utenti), Bee permette di trasformare le proprie parole in un diario consultabile e intelligente, rendendo la vita dell’utente più strutturata e organizzata. La startup vanta un’idea di “intelligenza ambientale”, ovvero una tecnologia che non si limita all’ascolto passivo, ma interpreta il contesto e anticipa le esigenze quotidiane.

L’acquisizione segna il ritorno di Amazon nel mercato dei dispositivi indossabili dopo la chiusura del progetto Halo nel 2023, e può rappresentare l’inizio dell’integrazione di Bee all’interno dell’ecosistema Alexa e AWS. Amazon ha chiarito che intende implementare controlli per aumentare la privacy degli utenti e consentire di silenziare in modo facile il registratore, offrendo maggiore trasparenza sulle operazioni AI.

Certo è… da qualche parte avevo letto che ormai abbiamo già dato in pasto all’AI tutto quanto avevamo da dare: dizionari, enciclopedie, trattati, libri… mancava solo la nostra vita privata per poterla allenare contnuamente. Ecco.