
Dopo quattro anni di attesa, Revolut ha ottenuto la licenza bancaria completa nel Regno Unito. A concederla è stata la Prudential Regulation Authority, il regolatore che supervisiona la stabilità delle banche britanniche.
Ed è molto di più che un passaggio burocratico. Per rilasciare la licenza il regolatore non ha analizzato soltanto l’operatività inglese ma ha messo sotto stress l’intera infrastruttura globale di compliance di Revolut: controlli antiriciclaggio, gestione dei rischi e sistemi IT in oltre 40 Paesi.
La fase di “mobilisation” è durata 20 mesi, quasi il doppio rispetto alla media.
Negli ultimi anni il fondatore Nik Storonsky ha ammesso che l’approccio iniziale “grow fast and break things” non era sostenibile nel mondo finanziario. Da allora l’azienda ha assunto centinaia di specialisti in risk e compliance.
Cosa cambia?
Per i circa 13 milioni di clienti UK si aprono nuove possibilità:
- protezione dei depositi tramite Financial Services Compensation Scheme
- lancio di prestiti personali, carte di credito e scoperti di conto
- raccolta di depositi senza limiti, cioè una fonte di finanziamento molto più stabile
I clienti verranno progressivamente trasferiti dalla struttura di moneta elettronica a Revolut Bank UK Ltd.
Il vero obiettivo: gli Stati Uniti
Pochi giorni fa Revolut ha presentato richiesta per una licenza bancaria nazionale negli Stati Uniti e ha nominato un nuovo CEO per il mercato americano (ex Visa).
L’approvazione britannica diventa un timbro di credibilità utile anche oltreoceano, ed è questo che si porta a casa Revolut.
MA
Ora però arriva la parte difficile, un bel banco di prova. Perchè Revolut non ha ancora gestito un portafoglio prestiti nel Regno Unito durante un ciclo economico completo. Dovrà mettersi a farlo insieme a una plausibile IPO e dovendo tenere sotto controllo la sua scala operativa: l’obiettivo dei 100 milioni di clienti entro metà 2027 la farà convivere con regole bancarie molto più rigide.
Non mi sembra che Revolut si sia mai fermata o abbia mai avuto paura di giocare con le big: adesso c’è dentro con entrambi i piedi.