C’è finalmente movimento sul PNRR, e questa volta non è solo una sensazione. I numeri ufficiali parlano di un’accelerazione concreta: i progetti conclusi sono quasi 384 mila, circa il 70% di quelli con spesa impegnata. In meno di un anno sono stati registrati pagamenti per oltre 37 miliardi, il doppio rispetto all’anno precedente. Un ritmo che fino a poco tempo fa sembrava difficile da immaginare.

Dietro queste cifre ci sono interventi molto diversi tra loro: grandi infrastrutture come le tratte Napoli–Bari e Palermo–Catania, investimenti su reti idriche e ospedali, digitalizzazione della giustizia, telemedicina, nuovi mezzi per i Vigili del fuoco, supporto educativo nelle aree più fragili del Paese. Segnali che mostrano come il Piano stia entrando davvero nella vita quotidiana dei territori.

Allo stesso tempo, il tratto finale resta il più delicato. Gli obiettivi da raggiungere sono numerosi e concentrati in poco tempo, con una rata conclusiva particolarmente pesante, legata a 159 obiettivi. Se le riforme sono a buon punto, sugli investimenti il lavoro da completare è ancora ampio. E non si tratta solo di realizzare opere: la rendicontazione continua a essere un passaggio critico, senza il quale anche i progressi rischiano di pesare meno di quanto potrebbero.

Per dare un po’ di respiro ai settori più in difficoltà, l’ultima revisione ha creato 24 “facilities” – veicoli finanziari che concedono tre anni in più di tempo per completare misure e pagamenti, per un totale di quasi 24 miliardi. L’idea è che entro agosto 2026 basti prendere l’impegno vincolante, poi i pagamenti possono arrivare dopo. Ma anche questo non risolve proprio tutto.

C’è infatti un ulteriore intoppo: il decreto legge che dovrebbe disciplinare questa ultima fase del PNRR rimodulato è slittato a metà gennaio. Considerando che poi servono decreti attuativi, passaggi amministrativi, registrazione alla Corte dei Conti… il tempo davvero stringe.

L’accelerazione c’è stata ed è innegabile, ma il traguardo è ancora distante e la strada in salita. Servirà un’ultima, grande spinta per evitare che tutto questo sforzo si impantani negli ultimi metri

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