Il valore dei pagamenti B2c è di oltre 1.100 miliardi l’anno. Ma quello dei B2B è 4 volte tanto.
Sono questi i dati presentati dal Politecnico la scorsa settimana.

Il bonifico è lo strumento di pagamento più utilizzato per effettuare un pagamento B2b per la sua versatilità e il basso costo dello strumento. Pesa per il 70% delle transazioni con ticket medi da 11K. Poi c’è anche l’instant ma quello pesa poco, viene usato quasi solamente per la gestione di eccezioni e urgenze e il motivo è che non è sempre integrato nei sistemi di gestione delle tesorerie.

E lo strumento più “antico” del B2b, è anche motore di innovazione: soluzioni come l’Open Banking e i protocolli Account to Account (es: MyBank) hanno evoluto il bonifico tradizionale integrandolo nei flussi aziendali per garantire l’incasso e semplificare la riconciliazione.

Poi ci sono sempre SDD e RiBa, per carità, che cubano il 12% dei pagamenti con ticket medi di 3/4K. Sono apprezzati dai creditori perché rendono prevedibili i tempi di incasso.

Assegni e contanti diminuiscono sempre di più. Carte ancora poco e niente.

Il B2b è un mercato enorme ma si muove come una tartaruga rispetto ai pagamenti consumer. I segnali di cambiamento ci sono ma deboli e non strutturali.

La tecnologia c’è, manca l’adozione, ostacolata anche da barriere di ecosistema e culturali/organizzative.