Piccola storiella: nel 1716, John Law convinse la Francia che la vera ricchezza di un paese non stava nell’oro, ma nel credito e nella fiducia. Fondò la prima banca privata francese, stampò banconote, prese il controllo della Compagnia delle Indie. Poi il sistema collassò, perché il mondo non era pronto a reggere quella velocità.
Trecentodieci anni dopo, la BCE ha fermato Revolut.
Ma non per insolvenza: Revolut ha 80 milioni di clienti globali, ricavi da 4,5 miliardi di sterline nel 2025, utili cresciuti del 57% anno su anno, e una valutazione di 115 miliardi di dollari con l’obiettivo di arrivare a 200 prima della quotazione. In Italia da sola ha superato i 5 milioni di utenti, è già quinta banca per clientela, e nel 2025 ha processato transazioni per oltre 50 miliardi con una crescita del 78%.
Il problema sollevato da Francoforte è un altro: i meccanismi interni per valutare e approvare nuovi prodotti non tengono il passo con la velocità di espansione. La BCE ha chiesto a Revolut di rivedere governance, competenze, indipendenza procedurale e di garantire che i lanci futuri passino attraverso esperti interni. Ha anche limitato la distribuzione dei dividendi.
C’è un podcast del 2024 in cui Revolut descrive il suo modello: i dipendenti ricevono un obiettivo e vengono lasciati liberi, come “missili a guida autonoma”. Un approccio che funziona finché la traiettoria è quella giusta. Ma in uno spazio iper regolato come quello bancario europeo, quella libertà richiede una struttura sottostante che la sostenga.
Crescere del 61% sulla clientela retail e del 67% su quella business in un solo anno in Italia ha dello straordinario. Accrediti di stipendio aumentati del 117%, depositi su del 74%, clienti che usano Revolut come banca principale per la famiglia. Sono numeri importanti che spostano equilibri di mercato.
La BCE non ce l’ha con Revolut ma vuole “solo” che la governance cresca alla stessa velocità del prodotto. Che è molto difficile ma vabbè.
Ai tempi John Law non aveva una banca centrale alle spalle. Revolut sì e oggi fa molta differenza.