Nei prossimi dieci anni usciranno dal mercato del lavoro 6,1 milioni di italiani: un vero e proprio esodo generazionale che rischia di lasciare l’Italia senza ricambio, con conseguenze dirette su welfare, produttività e sostenibilità della spesa pubblica.

L’Inapp (l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) ha rilasciato al Sole24Ore numeri un tantino preoccupanti.

Entro il 2060 la popolazione in età da lavoro crollerà del 34%.

Nel 2040 la spesa pensionistica salirà dal 15,3% al 17,1% del Pil.

Dal 2024 al 2060 il Pil pro capite italiano segnerà un -0,6%, mentre la media Ocse crescerà di +0,6%.

Eh ma dai, i giovani. I giovani un corno. È un esodo generazionale senza precedenti, con natalità ai minimi storici. Al di là dei prossimi 10 anni, è la fotografia di oggi che fa spavento:

  • Età media degli occupati a 44,2 anni
  • Assunzioni “difficili” al 45% (mancanza di competenze, esperienze o disponibilità)
  • Oltre 4 milioni di over 65 non autosufficienti
  • 120mila studenti in meno solo quest’anno

In questo scenario, in questo inverno demografico, le strade possibili indicate dal presidente dell’Inapp Natale Forlani sono due:
1️⃣ Rigenerare la popolazione attiva, includendo donne inattive (7,8 milioni!) e Neet (1,4 milioni)
2️⃣ Sostenere la spesa sociale, potenziando i servizi di prossimità e differenziando le politiche per la terza età

Ovviamente un Paese che invecchia senza ricambio rischia di fermarsi. L’Italia può scegliere se farsi travolgere dall’inverno demografico o trasformarlo in un’occasione di cambiamento, investendo su giovani, donne e innovazione sociale. Un bel tema. Non futuro.Che deve essere fatto come la maggior parte dei progetti nelle agenzie digital: ieri.