Nel 2022 solo 7 italiani su 100 chiedevano un finanziamento per andare in vacanza. Oggi sono 10.

Nello stesso periodo chi si indebita per comprare elettrodomestici scende dal 34% al 26%, chi lo fa per l’arredamento passa dal 23% al 18%.



Assofin ci racconta che il credito al consumo, uno strumento nato per accompagnare l’acquisto di beni durevoli (l’auto, il divano, la lavatrice), si sta spostando verso il finanziamento di esperienze brevi e ricorrenti: viaggi, cerimonie (dal 5% al 7%), spese mediche (dal 12% al 14%), persino liquidità da girare a figli e nipoti, voce che prima non esisteva nelle rilevazioni.

Il vicesegretario generale di Assofin, legge la cosa come segno di maturità finanziaria: gli italiani userebbero il credito per programmare meglio il budget, non per necessità. È una lettura plausibile. Ma è anche vero che ci si indebita sempre meno per beni che restano in casa per anni e sempre di più per consumi che si esauriscono in una settimana.

🤔Meglio, peggio, tempi che cambiano?

A questo si aggiunge un fenomeno che le statistiche Assofin non catturano ancora: il buy now pay later. Il Centro Studi Confcooperative stima che 2 italiani su 10 finanzino le vacanze proprio con il Bnpl, cresciuto del 127% in tre anni. Entrerà formalmente nel perimetro del credito al consumo tra fine 2026 e inizio 2027, quando Banca d’Italia recepirà la nuova direttiva europea sui crediti al consumatore, con obblighi più stringenti su trasparenza e valutazione del merito creditizio.

Per chi lavora nei pagamenti, il segnale da monitorare non è la crescita del credito in sé, ma la sua frammentazione su micro spese ricorrenti. È lì che si gioca, e si sta già giocando, la prossima fase di prodotto, tra rateizzazione istantanea al checkout e responsabilità nella verifica di sostenibilità del debito.

Fonte: IlSole24Ore