
Dopo le banche, anche il settore assicurativo entra nel mirino della manovra. Il Ministero dell’Economia e l’Ania sono infatti al lavoro su un possibile anticipo di liquidità da circa 1 – 1,5 miliardi di euro, in linea con lo schema già sperimentato lo scorso anno. Il Governo italiano ha fame di denaro, dobbiamo far quadrare i conti.
Nel 2024 Banche e assicurazioni avevano anticipato complessivamente 6,5 miliardi (4,5 dalle banche, 2 dalle compagnie). Quest’anno il fabbisogno stimato è di 4,5 miliardi, e le proporzioni sembrano destinate a ripetersi.
La tensione resta alta nel mondo bancario, dove la prospettiva di una nuova tassa sugli utili non distribuiti continua a far scendere i titoli in Borsa. Ieri il Ftse All Share Bank Italia ha chiuso a -1,24%, con pesanti ribassi per Popolare di Sondrio (-3,11%), Banco Bpm (-2,8%), Mediobanca (-2,68%) e Mps (-2,24%). Male anche le assicurazioni, con Generali (-3%) e Unipol (-2,86%).
L’Abi ha ribadito la disponibilità a contribuire solo tramite operazioni di anticipo di liquidità, evitando nuove imposte sugli extra-profitti. Ma per ora, dal Mef, tutto tace.
Sul piano politico, la linea è sottile: servono risorse immediate ma senza creare un nuovo fronte di scontro con il sistema finanziario. La questione non è solo di gettito: è di fiducia. E i mercati, come sempre, la percepiscono prima di tutti.