Brrr… comincia a fare un po’ freddino lato credito: le banche dell’area euro hanno appena pubblicato i dati sul credito e sono i peggiori dal 2023.

L’indagine trimestrale della BCE fotografa un primo trimestre da incubo: l‘irrigidimento netto sui prestiti alle imprese ha toccato il 10%. Più del doppio delle attese (6%). Il valore più alto in quasi due anni.

Le cause?
Beh, guerra del Golfo, costi energetici, spread in rialzo, propensione al rischio ai minimi.

Così c’è meno credito ed è più caro per tutti.

Spagna, Francia e Germania sono le più colpite. L’Italia per ora ha tenuto ma le banche italiane stesse si aspettano una stretta marcata nel secondo.

Nel frattempo, l’inflazione percepita dai consumatori in marzo è salita al 3,5%. Le aspettative per i prossimi 12 mesi al 4%. Non proprio belle notizie mentre il Consiglio direttivo della BCE si riunisce a Francoforte.

Il mercato scommette su un primo rialzo a giugno. Un quarto di punto.

Il secondo trimestre 2026 si preannuncia come un momento di svolta.

La domanda che mi faccio è: quanto reggerà la resilienza dell’economia reale se le condizioni di accesso al credito continuano a deteriorarsi a questo ritmo?

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