
Immagina di avere i tuoi nonni che hanno lavorato tutta la vita, comprato casa negli anni ’70 quando costava poco, visto crescere i loro risparmi per decenni. Adesso sono anziani, e quella ricchezza dovrà passare a qualcuno.
La Banca d’Italia ha pubblicato la sua relazione annuale e ha dedicato un capitolo intero a questa domanda: a chi andrà tutto quel patrimonio, e cosa succederà quando cambierà di mano?
I numeri di partenza sono enormi: le famiglie italiane possiedono in totale 12.326 miliardi di euro, tra case, conti, investimenti e azioni. Una cifra che rappresenta 8,5 volte il reddito annuo di tutte le famiglie messe insieme. Di questa ricchezza, il 32% è in mano alle famiglie con il capofamiglia over 65. Nel 1991 era la metà. Nel frattempo, la quota delle famiglie giovani è crollata dal 13 al 4 per cento.
Chi è anziano oggi ha vissuto gli anni della crescita economica italiana, ha comprato casa quando i prezzi erano bassi e ha visto quegli immobili moltiplicarsi di valore. Chi è giovane oggi ha iniziato a lavorare in un’Italia già ferma.
Nei prossimi anni, tutto quel patrimonio si trasferirà alla generazione successiva, quella dei figli, nata tra il 1966 e il 1975. Ci sono però due notizie: una buona e una meno buona.
Quella buona: la quota di patrimonio ereditato sarà più alta di quella che hanno ricevuto i genitori, il 40% contro il 30% del passato.
Quella meno buona: questa generazione è più piccola numericamente (meno figli per famiglia), quindi la ricchezza si concentrerà su meno persone. E soprattutto: chi ha studiato, che viene da una famiglia istruita, erediterà molto di più di chi non ha queste condizioni. Bankitalia lo dice esplicitamente: il divario tra chi ha e chi non ha è destinato ad allargarsi, non a ridursi.
C’è anche un effetto psicologico documentato: le famiglie che si aspettano di ricevere un’eredità consumano mediamente il 7% in più e risparmiano il 17% in meno rispetto a chi non ha questa aspettativa. L’anticipazione di un patrimonio in arrivo cambia già oggi i comportamenti economici di milioni di persone.
Per chi lavora in finanza, nel risparmio gestito o nei pagamenti, questo trasferimento è probabilmente il più grande movimento di ricchezza che l’Italia vedrà nei prossimi vent’anni. Siamo davanti davvero a un grande passaggio di mano. Speriamo non venga bruciato ma che possa essere d’aiuto. Magari a più generazioni anche se la vedo dura.
Fonte: IlSole24Ore