Google ha lanciato Gemini Enterprise for Financial Services, una piattaforma agentica pensata tipicamente per le banche. Deutsche Bank e CME Group sono i primi partner: la banca tedesca la userà nella divisione Corporate Bank per fare il credit risk assessment, il KYC e l’identificazione di opportunità commerciali. E già esplora il suo utilizzo anche per l’antiriciclaggio. La piattaforma integra oltre 50 competenze specifiche e 13 connettori verso dati di mercato, notizie e archivi regolamentari, con fonti come FactSet e Moody’s.

Nota che Anthropic ha lanciato Claude for Financial Services a luglio 2025, poi ha esteso l’offerta con dieci agenti pronti all’uso per pitchbook, revisione bilanci e controlli KYC, entrando in produzione con JPMorgan, Goldman Sachs, Citi e Visa. Google arriva quindi con un annetto di ritardo ma con Deutsche Bank e CME Group come vetrina di lancio.

Grande corsa quindi tra i grandi laboratori AI per diventare lo strato infrastrutturale delle banche: chi vince va ad occupare le funzioni di rischio, compliance e ricerca dall’interno, con una posizione difficile da sostituire negli anni successivi.

Per il mondo dei pagamenti, che da anni discute di autonomia strategica europea su dati e infrastrutture critiche, il tema è identico: chi possiede l’infrastruttura invisibile decide le regole del gioco.

Le banche europee stanno adottando questi strumenti americani più velocemente di quanto riescano a discuterne le implicazioni. Mi sa che la nostra tanto bramata “indipendenza tecnologica” ma anche “monetaria” sarà davvero difficile da raggiungere.

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