
Figlio di Donald e Ivana Trump, Eric è vicepresidente esecutivo della Trump Organization, dove ha gestito il portafoglio immobiliare del gruppo, dai campi da golf agli hotel. Ma dal 2024 ha imboccato una traiettoria del tutto inedita: quella delle criptovalute.
Quanto è “ricca la famiglia”?
Secondo più fonti, la famiglia Trump possiede circa il 60% della holding che controlla World Liberty Financial (WLFI). Ha anche diritto al 75% dei ricavi netti derivanti dalla vendita dei token $WLFI. Eric avrebbe ottenuto una quota del 10% sulle vendite di token WLFI, anche se non tutte le fonti confermano con piena trasparenza queste cifre.
In parallelo, Eric e Donald Jr. hanno cofondato American Bitcoin (ABTC), società impegnata nel mining di bitcoin e nella gestione di riserve cripto. Al debutto in Borsa (settembre 2025), la loro partecipazione è stata valorizzata in oltre 1,5 miliardi di dollari.
Eric ha difeso pubblicamente i progetti cripto del gruppo, promettendo che stablecoin come USD1 – emessa da WLFI – potranno “salvare il dollaro” e rafforzare la posizione finanziaria americana nel mondo. WLFI ha annunciato anche l’intenzione di lanciare una carta di debito. Una soluzione per usare le cripto nei pagamenti quotidiani, con pilota tra fine 2025 e inizio 2026.
Cifre, performance e ricchezza “cartacea”
Quando $WLFI è diventato scambiabile (1° settembre 2025), il valore delle partecipazioni del gruppo familiare è esploso. La ricchezza “cartacea” indotta dal token ha aggiunto circa 5 miliardi di dollari al patrimonio dei Trump, almeno secondo stime giornalistiche. Le vendite private di token ($WLFI) da parte di WLFI hanno coinvolto anche il miner Hut 8 per 100 milioni di dollari.
Nel frattempo, WLFI ha stretto un accordo con ALT5 Sigma, un’azienda quotata al Nasdaq, per raccogliere 1,5 miliardi di dollari da usare in un “tesoro WLFI” che possiede una parte significativa della moneta stessa. Una intelligente operazione strutturata che permette di avvicinare il token al circuito azionario.
WLFI ha inoltre siglato una partnership con la blockchain Aptos per distribuire USD1 anche su quel network, ampliando l’ambito operativo sul piano tecnologico.
Secondo stime aggregate, le iniziative cripto dei Trump avrebbero contribuito ad aumentare il patrimonio familiare di circa 1,3 miliardi di dollari solo nelle ultime settimane, grazie a WLFI e ABTC.
Regole, potere e conflitti
Il punto controverso è tutto qui: la superposizione tra il business privato della famiglia e la macchina politica che ha in mano la regolamentazione delle cripto negli Stati Uniti.
- Nel 2025 è stata approvata la legge GENIUS Act, che disciplina in modo favorevole le stablecoin, proprio mentre la famiglia Trump spinge per la diffusione di USD1.
- La SEC (ente regolatore) è guidata da un presidente nominato da Trump, Paul S. Atkins, noto sostenitore delle criptovalute.
- Senatori come Elizabeth Warren e altri esponenti democratici hanno chiesto chiarimenti su possibili “porte girevoli” tra il governo e WLFI.
- Le modalità con cui è stato strutturato WLFI – con partecipazioni bloccate, possibilità di vendita limitata, e governance interna concentrata – alimentano dubbi sulla trasparenza e sull’equilibrio tra potere politico e profitto privato.
Eric Trump respinge le accuse, sostenendo che le iniziative siano “orgoglio del gruppo familiare” e che il presidente non sia coinvolto nei dettagli operativi.
Ma laddove una stablecoin può diventare uno strumento di politica monetaria, e una piattaforma cripto può entrare nelle infrastrutture finanziarie, la domanda che resta è: chi controlla chi?