Per quasi vent’anni la domanda di elettricità di Europa e Stati Uniti è rimasta sostanzialmente ferma.

L’AI sta cambiando questa traiettoria più in fretta di quanto i sistemi energetici siano attrezzati ad assorbire.

Dietro ogni modello di linguaggio, ogni agente, ogni servizio di inferenza in cloud c’è un data center che consuma energia in modo continuo e prevedibile, a differenza di quasi qualsiasi altro carico industriale.

Goldman Sachs stima che i consumi elettrici globali dei data center possano aumentare del 175% tra il 2023 e il 2030, superando quota 1.100 TWh all’anno.

L’IEA nel rapporto Energy and AI prevede che entro il 2030 i consumi dei data center possano più che raddoppiare, arrivando a circa 945 TWh: un volume superiore all’intero fabbisogno del Giappone. Negli Usa, i data center potrebbero coprire da soli quasi la metà dell’incremento di domanda elettrica atteso nei prossimi sei anni.

Il punto critico però non è solo la quantità di energia da produrre. È portarla dove serve, con la continuità richiesta da infrastrutture che non possono permettersi nemmeno un’ora di buio.

Ed è qui che le reti di trasmissione, gli accumuli e la capacità di generazione flessibile diventano fattori abilitanti quanto le fonti rinnovabili stesse.

In Italia Terna segnala che al 30 giugno 2025 le richieste di connessione presentate dai data center superavano le 300 iniziative, per oltre 50 GW di potenza complessiva richiesta.

Non tutti i progetti si realizzeranno. Ma la competizione tra Paesi per attrarre infrastrutture AI si gioca sempre più sul piano energetico, non solo su quello fiscale o normativo.

Chi riesce a garantire connessioni affidabili, tempi autorizzativi certi e reti dimensionate per carichi elevati ha un vantaggio strutturale.

Capacity Market, futuro Macse per gli accumuli, Fer X per le rinnovabili: il quadro regolatorio si sta muovendo, ma i tempi dell’energia e quelli del digitale non si sincronizzano da soli.

Nel frattempo, l’AI continua a fare richieste al sistema elettrico. E il sistema deve decidere se farsi trovare pronto.

Fonte: La Repubblica

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