
La guerre non conoscono confini. Arrivano ovunque. Anche nel carrello di un e-commerce.
Amazon ha deciso di introdurre un sovrapprezzo del +3,5% sui servizi logistici per i venditori che utilizzano il suo sistema di fulfillment (FBA), a partire dal 17 aprile in USA e Canada.
Il conflitto in Medio Oriente sta spingendo verso l’alto il prezzo del petrolio, arrivato oltre i 100 dollari al barile.
Trasporti, logistica, consegne: i costi operativi sono da rivedere.
Amazon, che fino a oggi aveva assorbito questi aumenti, ha deciso di trasferirne una parte sui venditori. Parliamo di circa 17 centesimi in media in più per unità spedita. Un niente che, moltiplicato per milioni di prodotti, diventa enorme.
Non è un caso isolato: United States Postal Service, UPS e FedEx stanno facendo la stessa cosa: introdurre o aumentare i fuel surcharge.
Certo è che se un gigante come Amazon, ossessionato da efficienza e prezzi bassi, non riesce più a fare da cuscinetto… vuol dire che dobbiamo prendere più coscienza di quello che sta succedendo.
Anche perchè Amazon è solo la punta dell’iceberg. Ma quando si muove lei, il rumore si sente di più, fa più paura.
fonte: Cnbc