Sui conti correnti degli italiani sono fermi ben 1.163 miliardi di euro. E il costo di gestione negli ultimi dieci anni è salito del 23%. In altre parole, paghiamo il 23% in più per custodire i nostri risparmi che, nel mentre, valgono per altro sempre di meno.

La spesa media per gestire un conto corrente è passata da 82,2 a 101,1€ l’anno.

A pesare di più sono i costi variabili, legati a bonifici, pagamenti e prelievi: +34,2%. Le sole disposizioni sono rincarate del 62,6%. I costi fissi, canoni e carte, sono cresciuti in modo più contenuto: +17,6%.

Anche i depositi sono aumentati, da 906 a 1.163 miliardi di euro (+28,3% nominale). Ma l’inflazione accumulata nello stesso periodo è stata del 23,6%. Al netto dei prezzi, la crescita reale dei risparmi si ferma al 4,7%.

Però allora vedi che ci sono un sacco di soldi? Sì ma il problema è che le famiglie – ma anche i singoli eh – , davanti all’incertezza, preferiscono tenere i risparmi disponibili invece di consumare o investire.

Le distanze territoriali restano ampie: Bolzano guida la classifica per liquidità pro capite con 30.400 euro a residente, seguita da Milano con 27.900. Crotone chiude con 9.679 euro, Sassari con 9.741. Sulle montagne si sta bene, al mare meno?

Abbiamo un risparmio enorme, sempre più costoso da custodire e ancora troppo poco valorizzato

Senza volere dare nessun tipo di consiglio finanziario: tenere i soldi fermi in banca è un male. Per noi e per l’economia. E’ sia un sintomo di scarsa educazione (finanziaria) che di lungimiranza. Ci vorrebbe più (sana) informazione su questo fronte, soprattutto perchè il sistema imprese ha bisogno di questi soldi per poter crescere e valorizzare, nel suo complesso, il nostro Paese.

Fonte: studio Adusbef sui dati di Banca d’Italia