
Il settore assicurativo europeo ha appena chiuso uno dei semestri migliori degli ultimi anni.
Allianz vola a un utile netto di 6,4 miliardi di euro (+15,5%), con un utile operativo salito dell’8,6% a 9,4 miliardi, livello record per il gruppo. Il volume d’affari ha toccato 98,6 miliardi, trainato dal segmento Danni e dall’asset management.
Zurich chiude a 4,8 miliardi di dollari di risultato operativo, il migliore di sempre, con il ceo italiano Mario Greco che vede grandi opportunità nei data center legati all’intelligenza artificiale. Axa, guidata da Thomas Buberl, registra premi lordi a 53,4 miliardi (+5,8%) e un risultato operativo salito a 4,5 miliardi, con la crescita più marcata arrivata dal Vita&Salute.
Le Generali, dal canto loro, hanno messo a segno un semestre record: premi lordi a 53,4 miliardi (+5,8%), risultato operativo a 4,5 miliardi e un buyback da 500 milioni per gli azionisti. Il ceo Philippe Donnet parla di un gruppo ben posizionato per chiudere con successo il quarto piano strategico. A Piazza Affari il titolo ha guadagnato circa il 25% da inizio anno, la miglior performance tra le quattro big, anche se buona parte di quel rialzo riflette le manovre sul controllo societario più che i risultati operativi.
Non tutto è proprio lineare: Zurich è finita sotto osservazione della Finma per carenze nei controlli interni, con un’indagine che ha coinvolto una dozzina di dipendenti e ha portato al blocco della vendita di alcune polizze. E la maxi-fusione tra Zurich e l’inglese Beazley, da cui nascerà un leader globale delle polizze specialistiche con circa 15 miliardi di dollari di premi lordi, terrà banco nei prossimi mesi.
La previdenza integrativa muove miliardi ogni giorno nelle famiglie europee, ma resta un settore che comunica pochissimo rispetto al peso reale che ha nell’economia continentale.
A leggerle così sembrano tutte strategie diverse che funzionano. Chi riuscirà ad accelerare però?
Fonte: L’Economia